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Il pane, il taglio e la farcitura: creare il tramezzino è un’arte

Di Rosalba Graglia

Se sui social c’è chi lo boccia senza riserve, in città si organizzano corsi in cui si insegna la tecnica per prepararlo secondo tradizione

“[…] Ma come si fa un perfetto tramezzino? Lo insegna Paola Mazzier, appassionata di cucina (propone impeccabili versioni di home restaurant alla piemontese) e di buon vino (è sommelier e lo produce: Barbera Pepita a Montegrosso d’Asti) che nella sua Casa Pepita in via Assarotti tiene corsi di tramezzini. Li fa solo lei, per 8 persone al massimo, i prossimi saranno il 7 e l’8 di ottobre (www.casapepita.it), ma si possono organizzare anche in date diverse a richiesta, per almeno 6 persone (e sono possibili altre attività, Casa Pepita è un posto aperto, come fosse la propria casa ma fuori casa, bella idea). In cosa consiste il corso di tramezzini? Paola comincia dalle basi, dal pancarré che viene prodotto direttamente.”

“[…] Paola dà consigli su dove acquistare il pancarré ideale per i tramezzini home made. Momento fondamentale del corso è l’arte del taglio del pane, per ottenere i tramezzini su misura per dimensioni e spessore (Paola è per «fette un po’ più spesse, tipo Platti»). Poi si passa alle farciture. La più classica, immancabile, è tonno e carciofini «come abbiamo sempre fatto in casa», poi prosciutto crudo e funghetti, robiola e crema di olive, frittata, prosciutto cotto e maionese alla senape. Naturalmente ci sono consigli e astuzie, la maionese leggera da spalmare sulle fette e come farlo nel modo giusto, persino i bauletti-sarcofago (nella città dell’Egizio il rimando è d’obbligo) di pane che servono da modello e possono contenere otto tramezzini. Un «eco-contenitore» che ci si porta a casa dal corso, insieme a tanti piccoli segreti per un perfetto tramezzino.”

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